INTERVISTIAMO dirigente Tognazzi !

Come avevamo accennato in precedenti articoli, in societa' si stava organizzando un cambio direi generazionale nel comparto dirigenziale. L'atletico Basket e' una famiglia piu' che una societa', ricordiamo. Non c'e' , a differenza di tante realta' bolognese seppur rispettabili, un presidente che porta risorse per cui e' lui il "padre padrone" della societa' sportiva. Anche i presidenti passati non hanno mai voluto decidere in prima persona, ma sempre tramite il voto di diversi consiglieri secondo una bellissima frase che ho piu' volte sentito e cioe' "il mio voto vale uno come il vostro".

Quindi, senza drammi ne' tensioni e' stato eletto il nuovo consiglio; confermato Artese presidente, confermati i consiglieri Rossi, Campanella e Tognazzi. Nuova nomina per Stefano Mazzoni(che gia' collaborava con noi per i media e i social, basta vedere la qualita' dei video pubblicati per esempio su facebook), Luca Mazzoni(fratello di Stefano, commercialsita di mestiere) e Raffella Bertoli(anche ns allenatrice).

Ringraziamo sin d'ora i dimissionari poiche' hanno dato tanto impegno fino a oggi ; in gran parte non hanno voluto continuare per motivi personali/familiari; aggiungiamo che diversi di loro continuerete a vederli in giro per il Cavina o presso la sede ad aiutare, poiche' l'atletico basket ti rimane comunque dentro, in tutti i modi.

Avremo modo, dal sito internet stesso, di imparare "chi fara' che cosa" , chiaramente nel rispetto della macchina operativa che e' gia' lanciata e che comunque sportivamente fa gia' decisamente bene. Ma siccome vogliamo migliorare, sia in termini di risorse da poter confluire dentro questa attivita' dal vero valore sociale sia in termini legati al basket, partiamo a intervistare Tognazzi, Tognaz, legato al consiglio del basket ormai da due anni, dirigente confermato. Seguira' intervista a Stefano Mazzoni, neo dirigente, motivo per cui le domande sono rivolte a entrambi.

Domande:

1- in estate siamo stati chiaccheratissimi addirittura per rinunciare all iscrizione della prima squadra in serie c silver e quindi implodere. Quali reali cambiamenti sono avvenuti in societa'?

2- siete giovani dirigenti dell Atletico Basket. Che mondo avete trovato?

3- quali sono le aree di moglioramento necessarie?

4- riuscirete nella difficile impresa, storicamente parlando, di far capire l'importanza anche sociale che stiamo facendo come Atletico Basket, alla Polisportiva Borgo?

5- Fate una lode al nostro movimento e una critica, senza diplomazia!

 

Risposte:

 

  1. Inizio col dire che già la prima domanda ha provocato un sorriso grande grande, sostanzialmente per due motivi:

il primo sul tema delle chiacchiere e non vorrei nemmeno soffermarmici troppo; ciò che mi sento di dire e che quasi sempre chi chiacchiera ha una propensione pressoché nulla all’azione virtuosa. Le chiacchiere se le porta via il vento, soprattutto quando stai provando a intraprendere un cammino di concretezza e di responsabilità verso un quartiere che ha bisogno di avere uno spazio di aggregazione  positivo, sereno, impegnato che insegni a fare sport in generale e soprattutto pallacanestro;

il secondo riguarda la squadra senior. Chi ha provato a venire a vedere anche una sola partita dei nostri ragazzi al Cavina ne è rimasto trascinato e conquistato. L’emozione e l’adrenalina della splendida cavalcata dello scorso anno chiusa con il TRIPLETE, l’inizio di stagione in C silver, per la prima volta nella nostra storia, sono in perenne circolo e sono palpabili, ogni volta che si mette piede nel palazzetto. Il cambiamento, a mio avviso, parte proprio da questo presupposto. Un gruppo di persone entusiaste dell’opportunità di fare sport e di farlo come si sta provando a fare all’ Atletico, ha deciso di  sostenere i ragazzi e gli allenatori per creare le condizioni migliori possibili affinché il movimento sportivo possa continuare a crescere e a migliorare.

L’unico cambiamento possibile è realizzabile attraverso la PASSIONE e l’ENTUSIASMO.

  1. Stavolta è proprio una risata. Dirigente è una definizione che non mi appartiene e obiettivamente non ne sarei neanche capace. Sono un papà che segue i propri figli. Credo che la nostra forza possa consistere nell’essere persone “diverse” tra loro, con competenze peculiari, in modo da poter dare un contributo personale e concreto. Non abbiamo cercato persone che venissero dal “mondo del basket” perché crediamo che per il nostro modo di intendere una società sportiva non sia fondamentale. Ci siamo scelti “diversi” per mettere a disposizione del movimento quello che sappiamo fare “a casa nostra”. Non ho “trovato un mondo” semplicemente perché sto provando a dare un’ impronta personale; stiamo provando a metterci testa e cuore, così come quotidianamente fanno tutte le persone che calpestano il parquet del Cavina. Come mi ripete spesso un amico: “Noi non vogliamo guardare gli altri, non ci interessa, noi siamo noi”.
  2. Qui ci giochiamo tutto. Io dico che dobbiamo ESSERCI. Lo sport è prima di tutto relazione, in tutte le sue componenti. La relazione è fatta di gesti veri. I ragazzi sentono se gli vuoi bene, se li ascolti, se li sproni, se li aiuti a essere migliori, se ti interessa come sono prima ancora di quello che fanno.

Una modalità però che non può caratterizzare  solo qualcuno che sia di riferimento all’interno del movimento o solo la parte sportiva, altrimenti sarebbe come tentare di riempire un secchio che ha un buco.

Bisogna ripartire dai piccolini, dal minibasket e dai genitori. Sono necessari rapporti schietti, diretti, trasparenti. Le famiglie sono sempre più coinvolte nello sport dei figli e io credo che troppo spesso lo sport, anche quello giovanile sia invischiato, interessato, sfrutti i ragazzi e i genitori per logiche “adulte”, “professionistiche”. Logiche che vanno smontate e spiegate. Troppa gente sfrutta lo sport come veicolo per “vendersi” o cucirsi al petto delle “medaglie”.

Noi vogliamo mettere al centro i bimbi, i ragazzi e i giovani perché fare basket in quartiere vuole essere prima di tutto una mission di carattere sociale ed educativa, attraverso i valori dello sport.  Sudore, rispetto e gioia, condividendo insieme gli obiettivi.

  1. Abbiamo iniziato a farlo e vogliamo proporci nel modo descritto sopra, ogni giorno, in ogni occasione. Non so se arriverà il momento in cui potremmo dire che siamo riusciti, perché se arrivi ad affermarlo vuol dire che l’obiettivo è raggiunto e smetterai di essere così. Questo sarebbe un grave errore. Qui si tratta, a mio modo di vedere, di camminare insieme un pezzo di vita, condividendo le esperienze con chi ci sta a fianco. Nonni, genitori, ragazzi allenatori, amici, tifosi. Donarci vicendevolmente buone pratiche, abbracci, successi, amicizie, fallimenti, lacrime; e anche quando qualcuno di noi camminerà su sentieri nuovi dovrà poter affermare che ne è valsa la pena!

La polisportiva? E’ il momento di costruire e non di polemizzare o demolire

Preferisco ricominciare da qui, provando a comunicare in ogni modo chi e cosa vogliamo essere, da ora in avanti, con tutta la buona volontà di dialogare.

Certo abbiamo le idee chiare sulle relazioni che abbiamo intenzione di intrattenere, sulle cause che intendiamo perorare, sui bisogni per i quali potremmo scontrarci per dare ossigeno al Basket Borgo e non ci tireremo indietro, in nessun modo.  A monte ci sono i nostri figli, i ragazzi del Borgo, un pezzo di noi e del nostre cuore; qualcuno sarebbe forse disposto a negoziarli?

 

5. Dopo tutto il pistolotto che forse avrete letto fino in fondo chiudo con due battute.

Siamo BELLI, MA BELLI DAVVERO. Venite a vedere i ragazzi che si allenano con i loro coach.

Le parole stanno a zero.

Siamo ANCORA POCHI, forse abbiamo dato un’immagine diversa e abbiamo “seminato” male, ma abbiamo voglia; diceva un vecchio spot pubblicitario dei miei tempi:

“PROVARE PER CREDERE”.

 

Ringraziamo quindi il buon Tognaz, che dopo il nuovo slogan verra' ribattezzato dr Aiazzone, e passiamo alla prossima intervista di Stefano Mazzoni in prossimo articolo.

 

 

 

 

 

 

 

Ultima modifica ilGiovedì, 08 Novembre 2018 09:07

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