Lo sport aiuta i figli a crescere?

Pubblichiamo un interessante articolo, volto al confronto che noi adulti dovremmo avere per meglio seguire i ns figli o atleti.

Alle volte sento grande enfasi del genitore nel riportare la singola vittoria; alle volte sento dire che la sconfitta puo' minare l'autostima del ragazzo; sento enormi e importanti diatribe sul nome del campionato a cui iscriversi(eccellenza, elite, provinciale, csi, uisp....) da cui il ragazzo diventera' forse migliore come persona?; infine: ho serissimi dubbi sulla metodologia di insegnamento che tanti allenatori/societa' usano per migliorare le prestazioni del ragazzo se poi queste non si interfacciano con lo sviluppo a 360° dello stesso e soprattutto si perda per strada la componente di entusiasmo che invece la dovrebbe fare da padrona.

Ecco a voi le riflessioni, senza voler insegnare a nessuno, ma solo volendo "parlare a voce alta" in cerca di confronto:

 

A ben vedere ha proprio ragione quel tale che sostiene che non c'è poi molto da rifletterci su e che probabilmente qualcuno sta perdendo un' occasione importante per fare una riflessione su un messaggio "nuovo".
Non si tratta infatti di singole scelte, ma di una filosofia.
Lo sport è una componente fondamentale dello sviluppo armonico di ogni ragazzo, non LA componente...
L' apprendimento in generale ha meccanismi di funzionamento che hanno regole ben definite; una, forse la ...più importante a questa età, è il "piacere", inteso proprio come godimento, che tocchi la pulsione, la libido.
La crescita passa necessariamente attraverso esperienze di fatica che gratifichino, che esaltino, che producano autostima, che facciano sentire capaci, che mettano alla prova, che facciano ridere gli occhi e il cuore, che emozionino, che diano un profondo senso di appagamento e di pace interiore.
Apprendimento quindi come processo che, nel suo sviluppo, non si abbina al risultato conseguito o al "livello" espresso in itinere; il risultato è semmai una conseguenza e una verifica a lungo termine.
Ci sono età nelle quali una figura di riferimento, un modello, una relazione emotivamente intensa risultano uno stimolo in alcun modo confrontabile a un qualsiasi modello o approccio professionistico.
Ci sono età nelle quali la fiducia e la "ricerca" dell'uomo che vorrà essere devono essere anteposti a qualsiasi altra formazione settoriale. Ora come ora non importa dove e cosa sarà, ma solo COME...verrà un giorno nel quale sarà necessario declinare questo come.
Non si tratta di essere presuntuosi o di avere paura. Non si tratta di sprecare o sfruttare presunte qualità e opportunità. Si vuole solo provare ad aiutarli a crescere più consapevoli, più liberi, più autonomi, evitando esperienze che siano totalizzanti, nei tempi e nelle modalità.
In molti ambiti stiamo perdendo il concetto del godimento e lo stiamo sostituendo con quello di prestazione.
È la sconfitta del mondo dei ragazzi, è la vittoria del mondo "adulto"; è il fallimento degli adulti al cospetto dei ragazzi, dei genitori verso i figli.
Una volta " vissuti grandi" si svaluta, si "dimentica"...
Le emozioni cavalcavano un pensiero e lentamente lo trasformavano in desiderio, volontà e tenacia...a questo punto si era pronti a sfiorare con le dita la "follia dei nostri sogni".

 

Mentre ci riflettete su, ricordo che stasera Mercoledi ore 2100 al Cavina si giochera' ultima partita dell'anno(speriamo solo in questa palestra....) della serie d. Finale per promozione in C silver. Solo la parola mi fa sorridere. Quegli sbarbi del Borgo.....

 

forza reds !!

Ultima modifica ilMercoledì, 07 Giugno 2017 15:19

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